• Emanuele

Vicodix “I Sogni di Gloria” - Il lato profondo e divertente dell’indie


I Sogni di Gloria è una traccia piuttosto singolare. Si apre con un elegante chitarra acustica che emana suoni romantici e poetici, rievocando uno stile dimenticato: quello della grande scuola dei cantautori italiani


Dall’esperienza nei gruppi all’avventura da solista

Daniele Di Somma, in arte Vicodix, nasce nel 1975 a Napoli, ma si trasferisce molto presto nella provincia bergamasca. Inizia a suonare con una tastiera Bontempi da bambino, spinto dalla curiosità. Poi a quindici anni arriva la prima chitarra, una classica conservata fino a oggi e rispolverata per registrare l’accompagnamento del brano El Pibe de Oro, il primo inedito di questa nuova avventura musicale.


Per un ventennio partecipa a svariati gruppi come One Way e Chemney Sweeper, mentre con gli Avanguardia approda al primo album "Al di là del Mare", edito nel novembre 2003 da Videoradio. Sono seguiti altri due progetti: nel 2010 quello di musica sperimentale-elettronica con i Simula Fake e nel 2013 quello dei Caralira.

Si prende poi una pausa pur continuando a comporre canzoni, finché non matura la decisione della carriera da solista, passando dall’analogico al digitale; una specie di ritorno al futuro, una dimensione alquanto bizzarra e molto impegnativa. Il primo brano pubblicato a dicembre 2020, El Pibe de Oro, nasce subito dopo la scomparsa di Diego Maradona. Il secondo inedito Non Volevo, Ma Volavo, uscito il 18 febbraio 2021, ha inquadrato meglio lo stile di riferimento, ma la voglia di sperimentare non permette di definire per il momento un genere preciso di appartenenza.


I Sogni di Gloria


La sua nuova I Sogni di Gloria è una traccia piuttosto singolare. Si apre con un elegante chitarra acustica che emana suoni romantici e poetici, rievocando uno stile dimenticato: quello della grande scuola dei cantautori italiani.


Difatti le strofe iniziali rimandano a quella tradizione fatta di suoni raffinati e genuini di una melodia tipicamente italiana che risveglia quel senso di magico e di mistero rinvenibile solo in una certa opera cantautoriale.


Un’ariosità e una raffinatezza d’animo che a tratti ricordano lontanamente autori del calibro di Piero Ciampi, sebbene I sogni di Gloria sia ammantata di modernità e colorata di un’estetica che ricalca l’indie italiano contemporaneo.


Ed ecco che ad un certo punto, dal primo ritornello in poi, arriva il colpo di genio che spiazza completamente l’ascoltatore: la canzone pur mantenendo sonorità profonde, poetiche, si trasforma in una bizzarra burlesca; a ben guardare il romanticismo delle prime battute era ironico, per certi versi sarcastico ma comunque bonario.


Un disvelamento che lascia emergere parole oneste al vetriolo. Il risultato è sorprendentemente divertente, ma in I Sogni di Gloria è facile scorgere anche un aspetto più profondo, legato a una spietata satira sociale nei confronti dell’ossessione per il proprio corpo, acuita ed esasperata all’ennesima potenza dai social e dall’industria culturale.


I sogni di Gloria è un brano originale che sa essere profondo, elegante ma allo stesso tempo irriverente, sarcastico e satirico. Una gemma intelligente e divertente che ci ricorda il “genio” insito nel DNA del movimento musicale cantautoriale italiano.



 








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