Eleanor Murray "Baby It's So Easy" - Quando la semplicità diventa un abbraccio sonoro
- Emanuele

- 3 giorni fa
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La cantautrice, produttrice e designer Eleanor Murray ha trascorso quasi due decenni a costruire un corpus di opere che esiste in un genere tutto suo. Emergendo dal ricco panorama musicale del Pacific Northwest, il suo sound attinge dalle tradizioni folk senza mai esserne limitato: intreccia ritmi appalachiani, melodie influenzate dal jazz e liriche poetiche in canzoni che sono al tempo stesso strutturalmente complesse ed emotivamente espansive.
Con dodici pubblicazioni al suo attivo — otto da solista e quattro collaborative — Murray ha continuato a evolversi, senza mai accontentarsi di ripetersi. Ha tenuto centinaia di concerti dal vivo, condividendo il palco con artisti come Tune-Yards, Mountain Man e Kimya Dawson.Il suo nuovo album in studio, PLAY LOVE, arriva il 27 marzo. Scritto, prodotto e registrato interamente da Murray, il disco è un’esplorazione dreamy eppure grintosa dell’indie-pop — non una deviazione, ma una trasformazione audace.
Nel panorama intimista e sfaccettato di Eleanor Murray, Baby It's So Easy emerge come uno dei momenti più delicati e accoglienti del nuovo album PLAY LOVE. Non è una dichiarazione esplosiva, né un picco drammatico: è piuttosto una carezza, un sospiro che invita ad abbandonarsi alla leggerezza di un sentimento che, proprio perché naturale, riesce a toccare corde profonde.
La traccia avvolge l’ascoltatore in un’atmosfera dreamy e al tempo stesso calda, quasi tattile. Le melodie si distendono con una fluidità jazzata, sorrette da una produzione essenziale eppure ricca di sfumature. La voce di Murray si muove con una morbidezza quasi sussurrata, capace di passare da toni intimi a piccoli slanci emotivi senza mai forzare.
Il groove è gentile, con ritmi che ricordano certe ballad folk moderne, ma filtrati attraverso un velo di indie-pop etereo, dove ogni elemento sembra galleggiare in un equilibrio fragile e perfetto.
C’è una dolcezza malinconica nel riconoscere quanto possa essere liberatorio arrendersi a qualcosa di così semplice, quasi banale nella sua purezza. Murray non drammatizza: osserva con tenerezza, e proprio per questo il brano arriva dritto al petto, lasciando un senso di quieta gratitudine.
Il pezzo brilla per la sua economia: pochi strati sonori, ma curati con l’attenzione di chi sa esattamente cosa togliere per far risaltare l’essenziale. La linea vocale principale dialoga con delicate armonie di sottofondo, creando uno spazio sonoro ampio in cui l’emozione può espandersi senza ostacoli.
In un album che esplora trasformazioni audaci, Baby It's So Easy rappresenta il momento di pausa riflessiva, il punto in cui la grinta lascia il posto alla vulnerabilità. È una canzone che non pretende di cambiare il mondo, ma che riesce a rendere il mondo un po’ più morbido, per quei tre o quattro minuti in cui la si ascolta.
Se PLAY LOVE è la dimostrazione che Eleanor Murray continua a reinventarsi senza tradire la propria essenza poetica, Baby It's So Easy ne è forse il cuore più tenero: un invito gentile a riconoscere che, a volte, le cose più belle sono proprio quelle che richiedono solo di dire “sì”.
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