• Emanuele

Alex McArtor “Baby Don’t Cut Your Hair For Anyone” - Una "gentile ribellione" al conformismo


L'ultimo progetto in corso della cantautrice texana Alex McArtor, “Welcome to the Wasteland” si svolge come un film surreale e affascinante sotto forma di musica. Con la sua voce ipnotica e testi riccamente dettagliati, l'artista diciottenne segue i suoi personaggi disegnati in modo nitido mentre vagano e inciampano attraverso una serie di ambientazioni strane e desolate: autostrade vuote, parcheggi di centri commerciali, la distesa selvaggia sotto una sanguigna luna arancione.

Se abbinato al suono mutaforma dell'EP, il risultato è un avvincente ritratto di isolamento, desiderio e auto-salvezza, a tratti straziante, a tratti straordinariamente gioioso.

Nata a Los Angeles ma cresciuta principalmente ad Austin, McArtor ha unito il suo amore per la musica ed il cinema intorno ai 14 anni. <<Quando ho iniziato a scrivere canzoni, scrivevo sempre con i film in sottofondo>> dice, elencando “Blue Velvet”, “Trainspotting” e “Velvet Goldmine” tra i suoi film preferiti all'epoca.

Il suo singolo “Baby don’t cut your hair for anyone” tratto dall’EP “Welcome to the Wasteland” non si discosta da quello che è il suo “marchio di fabbrica.” Un alternative rock intensamente melodico e sentimentale fatto di paesaggi sonori sognanti a tratti deformanti su cui fluttua la voce suadente della giovanissima artista texana.

La canzone mantiene un tono desolato, ma ciò che rimane alla fine all’orecchio dell’ascoltatore è un ottimistico senso di dolce ribellione.

“Baby don’t cut your hair for anyone” infatti rappresenta una metafora di incoraggiamento a tenere la schiena dritta, ad accettare la propria essenza non curandosi del giudizio altrui, è

un inno ad essere sé stessi senza paura.








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