Lorenzo Lepore "Cinecittà" - Dove il rumore si dissolve e lo sguardo sale
- Emanuele

- 21 ore fa
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La musica di Lorenzo Lepore si radica nell'anima e suggerisce la profonda urgenza di un percorso artistico costellato da tappe significative. Nel 2018 inizia al sua formazione a 'Officina Pasolini'. Nel 2021 firma con la “T-Recs” di Tony Pujia; Lo stesso anno vince il premio per il "Miglior testo” a Musicultura con “Futuro”. Nel 2022 vince il premio 'Amnesty - Voci x la libertà'. Nel 2023 riceve i premi 'Lauzi', 'Ciampi' e 'Botteghe d'autore'. Il bisogno di raccontarsi gli permette di calcare palchi italiani importanti come il 'Parco della musica', il 'Palatlantico', 'Piazza Venezia' e 'Piazza del Popolo' a Roma e Festival nazionali come 'Indigeno', 'Mei', 'Reset', 'Meeting del mare'.
Partecipa inoltre a varie trasmissioni televisive tra cui 'La versione di Fiorella' su Rai 3, 'Radio2 Social Club', 'Generazione Z' e 'Il concerto dell'Epifania' in diretta su Rai 1. A Novembre 2023 riempie il 'Monk' di Roma presentando 'Fuori onda', l'album d'esordio che raccoglie tutte le sue esperienze musicali più importanti.
Nel 2024 apre il concerto di Lucio Corsi a Fiano Romano e, grazie alla vittoria del bando Siae - Per chi crea', incide e pubblica a novembre il suo secondo album, 'Cielocittà', che presenta a Roma, Torino, Milano, Pistoia e in apertura al tour di Roberto Vecchioni per tutto il 2025, un viaggio vero e proprio in cui sentirsi liberi, almeno per il tempo di una canzone.
"Cielocittà" è il brano title-track e estratto dall'omonimo album di Lorenzo Lepore, pubblicato il 27 novembre 2024 per T-Recs Music (prodotto da Tony Pujia). Il pezzo, della durata tipica di un singolo radiofonico, mescola cantautorato italiano contemporaneo con elementi indie-pop e un tocco urbano, in linea con il sound dell'intero progetto.La struttura è lineare e intima: strofe riflessive che dipingono scene di caos cittadino ("Mentre ruggiscono i motori delle strane sere / Mentre spariscono gli odori delle primavere"), un ritornello diretto e memorabile che contrappone la frenesia della città alla libertà di uno sguardo verso l'alto.
La produzione è pulita, con chitarre acustiche ed elettriche in evidenza, un ritmo mid-tempo costante e arrangiamenti sobri che lasciano spazio alla voce calda e narrativa di Lepore.Il video ufficiale (regia di Davide D'Angelo) amplifica il tema visivamente, alternando scorci romani trafficati e momenti di elevazione, rafforzando il contrasto tra suolo e cielo.
Il suono è accessibile ma non banale: evita eccessi elettronici o trap, puntando su un equilibrio tra melodia cantabile e testi poetici che raccontano Roma come metafora di oppressione quotidiana e via di fuga.Nel contesto dell'album "Cielocittà" – un viaggio in 12 tracce sul caos urbano che svanisce guardando il cielo – questo brano funge da manifesto: diretto, emotivo, con un'energia quieta che invita all'ascolto ripetuto. Un pezzo che cattura l'essenza del cantautorato romano moderno: radicato nella città, ma con lo sguardo sempre un po' più in alto.
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