Coyote Reverie "Side Show (Phatwave Chillmix)" - Un flusso morbido dove i confini si dissolvono e il tempo rallenta
- Emanuele

- 11 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Imah è un’esplosione nostalgica che attraversa gli anni ’90 e i primi 2000. Dal punto di vista stilistico, i Coyote Reverie scavano nel periodo a cavallo del nuovo millennio per costruire un suono hip-hop basato sui campionamenti, affine a quello degli A Tribe Called Quest. Stratificano una vasta gamma di strumenti in frammenti, rimescolandoli insieme a beat propulsivi. Dal punto di vista lirico, l’album esplora la valle tra gli estremi del consumismo e lo stupore per la natura — ma lo fa in modo astratto. C’è sicuramente un senso di finalità nei flussi di coscienza verbosi del duo. Ma cosa sta arrivando alla fine? A quanto pare, la vita così come la conosciamo, se si può concedere l’iperbole. La prima uscita dei Coyote Reverie è grandiosa per scala e ambizione. Insieme, hanno attinto a una ricca vena di trip-hop degna di essere esplorata e ampliata.” — Seven Days
“Il progetto Coyote Reverie è qualcosa di speciale… è un paesaggio sonoro sorprendentemente calmo e dal sapore folk, che intreccia ogni tipo di genere in un arazzo che resta comunque solidamente hip-hop. Questi due viaggiano al 100% sulla loro lunghezza d’onda e sulla loro frequenza… Uno dei gruppi più interessanti dello Stato in questo momento.” — Vermont Hip Hop.com
Siamo solo scintille di luce nel vasto vuoto dell’eternità, ma in quell’istante vive ogni cosa. La Presenza dell’Adesso, messa a confronto con l’infinità di ciò che è stato o che potrà mai essere. Se trovare il vero sé è libertà, ed esprimersi è il nostro mezzo di navigazione, allora l’album Imah è la mappa di cui tutti abbiamo bisogno.
Con Side Show (Phatwave Chillmix), i Coyote Reverie ampliano con naturalezza la traiettoria già tracciata, muovendosi in una zona fluida dove i generi si incontrano senza mai urtarsi. Il brano assorbe elementi neo-soul e indie-pop, ma li rielabora attraverso una sensibilità hip-hop rilassata, fatta di groove morbidi e stratificazioni sottili. La produzione è attenta al dettaglio: ogni suono sembra avere uno spazio preciso, lasciando respirare l’insieme e mantenendo una coerenza calda e avvolgente.
L’arrangiamento procede per accumulo discreto, più suggerito che dichiarato. Le dinamiche restano controllate, quasi ipnotiche, mentre le melodie si muovono con una leggerezza che evita qualsiasi enfasi superflua. È una costruzione che privilegia la continuità e la sensazione, piuttosto che la struttura tradizionale, rendendo il brano ideale per un ascolto immersivo e senza distrazioni.
In una dimensione più astratta, Side Show restituisce l’idea di un movimento interiore costante ma pacificato: un flusso che scorre senza attrito, dove passato e presente si sfiorano senza mai imporsi. È una traccia che non chiede attenzione, ma la ripaga, suggerendo uno stato di equilibrio temporaneo, fragile e prezioso, in cui tutto sembra sospeso ma sorprendentemente vivo.
Commenti