top of page

Soft siren "Low" - Il fascino di un sogno in dissolvenza

  • Immagine del redattore: Emanuele
    Emanuele
  • 14 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min


Soft siren è una band dream pop emergente nata a Los Angeles, California, fondata da Sidewalks and Skeletons, CASHFORGOLD e Michael Coe (Count The Clock). Ispirati da artisti come Cocteau Twins, Mazzy Star e Lana del Rey, i soft siren intrecciano con naturalezza bellezza eterea, malinconia inquietante e fascino cinematografico.



Soft siren fluttua tra realtà e sogno, trascinandoti in uno stato onirico dove la nostalgia dello shoegaze e del trip-hop anni ’90 si fonde con il calore psichedelico degli anni ’70. Le vocalità eteree si librano sopra chitarre saturate di feedback, creando un suono delicato e al tempo stesso inquietante. Dopo l’innegabile successo del loro singolo d’esordio 4am, la band si prepara a pubblicare il suo attesissimo album di debutto nel 2025.


Con Low, i soft siren tornano a espandere il proprio universo sonoro con una traccia che intreccia psichedelia rétro, suggestioni oniriche e un’estetica moderna scolpita da una produzione meticolosa. Il brano si muove come un flusso ipnotico: linee di chitarra dal carattere sfumato, ricche di modulazioni e riverberi liquidi, dialogano con beat morbidi ma profondi, costruiti con un’attenzione quasi artigianale al dettaglio timbrico. Il risultato è un paesaggio sonoro sospeso, dove ogni elemento sembra emergere e ritrarsi come un’onda luminosa.



La vocalità, sognante e infinitamente melodica, galleggia sopra il mix con una leggerezza eterea. Non invade mai lo spazio: lo illumina. Il suo andamento lineare e vellutato accentua la natura onirica della produzione, mentre la micro-dinamica delle armonizzazioni conferisce un senso di levitazione costante. È una voce che non guida: avvolge.



Sul piano atmosferico Low fonde la grana calda delle produzioni psichedeliche anni ’70 con la sensibilità più rarefatta del dream pop contemporaneo. I bassi pulsano in modo morbido ma avvolgente, creando una spinta sotterranea che dà corpo alla dimensione più trip del brano; le texture ambientali, stratificate con precisione chirurgica, generano invece quella patina moderna e cinematica che rende la traccia così attuale. Tutto si muove con un’eleganza controllata, come un caleidoscopio rallentato.



Nel complesso, Low esprime una sensazione astratta: un moto interiore che oscilla tra quiete e dissolvenza, tra fuga e abbandono. È come ritrovarsi in un momento sospeso, dove le emozioni non esplodono ma filano sottili, in un equilibrio fragile e luminoso. Una di quelle rare composizioni in cui il sentimento non viene dichiarato, ma semplicemente lasciato emergere, come un riflesso che affiora da una superficie in continuo movimento.




Commenti


bottom of page